sabato 16 gennaio 2021

“Waste Water”, ilsegretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, EnzoScalese: ora si pensi alla bonifica e alla costruzione di una rete civica perla tutela del paesaggio

CATANZARO – 16 GENNAIO 2021. "L'inchiesta denominata Waste Water, contro lo smaltimento illecito dei rifiuti speciali nel Golfo di Sant'Eufemia, riporta ancora una volta al centro dell'attenzione un tema molto delicato come la tutela dell'ambiente, e del diritto alla salute, compromesso dallo sfruttamento criminale del patrimonio naturalistico del nostro territorio. L'ambiente che da bene comune diventa merce sfruttata dall'azione criminale di alcuni spregiudicati imprenditori che sversavano rifiuti pericolosi in mare, inquinando le acque del golfo di Lamezia Terme". E' quanto afferma il segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, Enzo Scalese.

"Secondo quanto emerso dalle indagini della Procura di Lamezia, condotta dai finanzieri del Comando provinciale di Catanzaro insieme ai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Catanzaro e dal personale della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia, gli indagati avrebbero convogliato rifiuti industriali sul terreno e nei canaloni che confluiscono a mare nel Golfo di Sant'Eufemia – ricorda Scalese -. La questione ambientale, in questa regione, è connessa tanto alle tematiche sanitarie quanto a quelle economiche: inquinare le acque del Golfo di Sant'Eufemia, come qualunque fiume o angolo di mare e della costa calabrese, significa pregiudicare un sistema economico che cerca di costruire solide opportunità di sviluppo su settori strategici come turismo. Compromettere la salubrità e la bellezza del mare – afferma ancora il segretario della Cgil Area Vasta – distruggendo le opportunità offerte dal patrimonio ambientale che abbiamo naturalmente a disposizione, compromettendo anche la sicurezza e la salubrità di un contesto che si riverbera sulla salute di chi frequenta quei luoghi, è doppiamente criminale. Oltre ad esprimere un sentito ringraziamento alla magistratura e alle forze dell'ordine, quindi, l'auspicio che rivolgiamo come sindacato è che le istituzioni competenti si attivino per bonificare le aree interessate dall'inquinamento per la salvaguardia dell'ambiente e la salute dei cittadini – conclude Scalese -. Ma anche che il senso civico diventi l'antidoto al perpetrare di tali reati, attraverso la costruzione di una rete di sensibilizzazione e prevenzione che faccia da scudo all'azione criminale di chi sfrutta senza ritegno il bene comune".

Comunicazione del Sindaco di Tiriolo in merito alla interruzione della fornitura dell'energia elettrica nel Centro Storico

Comunicazione del Sindaco di Tiriolo in merito alla interruzione della fornitura dell'energia elettrica nel Centro Storico.

"In merito alla prolungata interruzione dell'energia elettrica in una parte del centro storico di Tiriolo, si informano le famiglie e le attivita' economiche interessate dal disservizio che il sindaco, constatati i pesanti ritardi nell'intervento di riparazione del guasto, ha chiesto anche l'intervento dei Carabinieri.

Considerato che l'Ente fornitore dell'energia elettrica, finora non e' stato in grado di riparare in modo risolutivo un guasto che nella stessa zona si ripresenta con periodicita', l'Amministrazione comunale si impegna ad investire della problematica i vertici aziendali."

BORGIA/Il sindaco Elisabeth Sacco chiede al presidente della Provincia di Catanzaro laconvocazione di una riunione con l’Ufficio scolastico regionale per attivare ladidattica mista

BORGIA/ Il sindaco Elisabeth Sacco chiede al presidente della Provincia di Catanzaro la convocazione di una riunione con l'Ufficio scolastico regionale per attivare la didattica mista

 

BORGIA – 15 GENNAIO 2021. "L'incremento dei contagi rimette in primo piano la necessità di coniugare il diritto allo studio di bambini e ragazzi con la tutela della salute pubblica. E sappiamo bene che la recente ordinanza del Tar pone in una posizione di illegittimità le amministrazioni comunali che decidono di chiudere le scuole primarie e secondarie in assenza di focolai. Alla luce di tutto questo rilancio la proposta di valutare, nel minor tempo possibile, se ci siano le condizioni per promuovere una formula di didattica "mista", in presenza e a distanza,  che tenga conto di tutte le esigenze in campo". E' quanto afferma il sindaco di Borgia, Elisabeth Sacco.

"Una proposta – afferma il primo cittadino di Borgia  - per la verità che avevo già caldeggiato nello scorso mese di novembre, quando per le vie brevi avevo chiesto alla Dirigente Scolastica dell'Istituto "Sabatini", professoressa Marialuisa Lagani la possibilità di attivare una didattica "mista" a seconda delle esigenze delle famiglie, verificando tale possibilità che comunque andrebbe autorizzata dal Competente Ufficio Scolastico Regionale. Una sollecitazione caduta nel vuoto nonostante i mesi trascorsi. Credo, quindi, sia opportuno che la problematica debba essere condivisa a livello provinciale. A tal proposito – conclude il sindaco Sacco - chiedo formalmente al sindaco Sergio Abramo nella sua veste di presidente della Provincia di Catanzaro di promuovere una riunione con i referenti dell'Ufficio scolastico regionale ed una rappresentanza di Sindaci per verificare la possibilità di attivare la didattica mista, nell'interesse prioritario dei nostri studenti".

 

venerdì 15 gennaio 2021

L’associazioneracconta la storia di Martina: “le buone leggi purtroppo sono solo rimastesulla carta e mai applicate”

Mi chiamo Martina, ho 22 anni e convivo con il diabete di tipo 1 da 16 anni.

Sono solo una tra le 300.000  persone in Italia ad essere affetta da questa patologia e sono solo una piccolissima rappresentanza di una percentuale non indifferente in Calabria.

Quando si parla di diabete di tipo 1 c'è sempre molta confusione e poca informazione. Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune, diversa dal diabete di tipo 2 che si tratta invece di una malattia metabolica. L'unica cosa che hanno in comune è l'organo che viene danneggiato: il pancreas.

Il diabete di tipo 1 spesso è erroneamente definito come 'diabete giovanile' ma non è così poiché può insorgere a qualsiasi età. Un tempo veniva definito 'diabete insulino-dipendente' ma anche questa definizione è parzialmente errata poiché anche i soggetti con diabete di tipo 2 possono diventare insulino-dipendenti

L'unica cura e terapia salvavita attualmente disponibile per il diabete di tipo 1 è l'insulina.
Non è un trattamento monotono, uguale per tutti, diverse sfumature caratterizzano questa malattia: ogni paziente richiede  cure, schemi di terapia insulinica, controllo della glicemia personalizzati. Microinfusori, sistemi di monitoraggio in continuo e pancreas artificiali sono la concretizzazione di un grande passo avanti che la tecnologia ha fatto in questo campo ciò permette di gestire al meglio la patologia che per ogni paziente è una compagna di vita.

Sembrano apparentemente sistemi complessi ma che, noi persone col diabete, conosciamo bene, ci salvano la vita, ci consentono di vivere meglio, di ritardare se non del tutto evitare le gravi complicanze che la cronicità del diabete comporta, in altre parole ci consentono di avere una vita quasi normale.

Il diabete non concede pause! Le persone che accedono ai questi dispositivi sono: donne in gravidanza consapevoli che l'utilizzo del device è indispensabile per partorire un bambino sano e sanno che senza i sensori,  senza la possibilità di monitorare in maniera costante la propria glicemia, aumentano i rischi di complicanze sia per la mamma che per il nascituro;  bambini anche molto piccoli, con le loro  mamme costrette a vegliare sui loro piccini durante la notte per paura delle ipoglicemie notturne che, se inavvertite possono essere mortali, e che grazie a questi devices sono notevolmente ridotte; bambini in età scolare i cui genitori,  grazie ai sensori hanno la possibilità di monitorare a distanza, senza essere costretti a lasciare il lavoro per recarsi a scuola;  giovani ragazzi come me e adulti che grazie all'azione del microinfusore e del sensore sono arrivati a un compenso glicometabolico.

Tutti i pazienti con diabete di tipo 1 che ne hanno la necessità dovrebbero avere la possibilità di indossare il sensore o il microinfusore.

Ma qui in Calabria, nonostante le buone leggi che  purtroppo sono solo rimaste sulla carta e mai applicate, non è così, la storia si complica, la nostra vita quotidiana si complica e ognuno di noi ne ha una da raccontare.
L'associazione AbcDiabete onlus ha raccolto tante storie di persone con diabete di tipo 1, provenienti da ogni parte della Calabria, quasi tutte accomunate dal lungo travaglio da affrontare prima di ricevere (forse dopo mesi) i loro presidi salvavita.  Un travaglio composto da chiamate ai vari uffici preposti, solleciti in presenza, giornate perse alla ricerca di risposte che molte volte, quando si ottengono, sfociano in un ''c'è carenza di personale e non abbiamo nessuno che possa effettuare gli ordini e gli acquisti'' oppure "non abbiamo i soldi". Questa è la migliore delle situazioni poiché in alcuni contesti le persone preposte elargiscono commenti ed opinioni sulla gestione della malattia che poco hanno a che fare con le loro competenze

Un fatto gravissimo, una risposta inammissibile!  È evidente che chi dovrebbe organizzare e disporre il servizio, non ha idea di che cosa sia il diabete, di come va trattato e gestito e di come la cronicità della patologia determini un carico al paziente e alla famiglia che non può e non deve essere assolutamente aggravato da problematiche di questo tipo.


Tanti riferiscono che l'unica soluzione possibile, stremati, sia quella di recarsi dai carabinieri per una denuncia. Tuttavia non mancano storie positive, Asl che effettivamente svolgono il loro lavoro nei tempi giusti, adottando un modus operandi chiaro e preciso, senza lunghe trafile, senza rischiare di mettere in pericolo la vita di un paziente diabetico di tipo 1.

Sulle numerose persone che l'associazione ABCDiabete onlus ha intervistato, purtroppo le storie positive trovano un riscontro molto basso, anzi, quando le cose vanno come dovrebbero andare, ci si meraviglia, si ringrazia perché si crede di aver trovato una persona gentile che ha avuto pietà.
Ma se la maggior parte dei pazienti con diabete si trova in un triste luogo comune nonostante una delibera regionale chiara, precisa, perché le province stanno a delle sotto-regole diverse? Perché nessuno ha ben chiara l'urgenza e il bisogno che i pazienti hanno di questi dispositivi salva-vita?
Si cercano più che delle risposte dei provvedimenti immediati. Parlare non serve più. 

giovedì 14 gennaio 2021

Fondoregionale per il Piano scuole, al Comune di Maida oltre 13 mila euro. Ecco comesaranno utilizzati

MAIDA – 14 GENNAIO 2021. Assistenza specialistica, ausili didattici e attrezzature per l'inserimento degli alunni disabili, ma anche contributi sui buoni pasto relativi al servizio mensa, oltre che contributi per le spese di funzionamento di convitti e semiconvitti, trasporto scolastico, scuola in ospedale, istruzione a domicilio. Sono queste alcune delle voci di spesa che avranno copertura grazie al Fondo regionale per il Piano scuole che assegna al Comune di Maida 13.133,45 euro. La Giunta municipale, guidata dal sindaco Salvatore Paone, ha approvato la relativa delibera che prende atto della Conferenza di Servizio tra il Comune e la Dirigenza del locale Istituto Comprensivo. Approvato, infatti, i contenuti, che prevedono l'utilizzo del contributo regionale - ex legge regionale n. 27/1995 - di euro 13.133,45 nel seguente modo: euro 9.400,00 da trasferirsi all'IC di Maida per le finalità premesse ed euro 3733,45 da utilizzarsi, sempre per le finalità previste dalla nota del 4.11.2020 (Prot. SIAR 358476) a cura della Regione Calabria, con gestione diretta del Comune di Maida.

Come prevede il Piano regionale, i Comuni dovranno dare priorità alla programmazione relativa all'assistenza specialistica, agli ausili didattici e alle attrezzature per l'inserimento degli alunni disabili. "Si tratta di risorse importanti – afferma il sindaco di Maida, Salvatore Paone – individuate e destinate in accordo con gli assessori interessati, Paolo Pileggi e Sabrina Fiumara, e coinvolgendo attraverso un'apposita conferenza di servizi il funzionario d'area dottor Walter Perri e il dirigente scolastico dottor Giuseppe De Vita. Abbiamo deciso di destinare le risorse in gran parte a quei ragazzi che necessitano di particolare supporto nei plessi di Maida e Vena, dandogli quindi un forte connotato sociale. Un utilizzo di sostegno concreto, mentre la parte rimanente servirà a potenziare il servizio di trasporto scolastico, con particolare attenzione alla scuola dell'infanzia, tenendo presente le restrizioni e i distanziamenti nei trasporti previsti dalla normativa anticovid".

Bandodi gara sul depuratore di Catanzaro, il consigliere regionale LiberoNotarangelo (Pd): quegli interrogativi a cui il Comune non risponde

Bando di gara sul depuratore di Catanzaro, il consigliere regionale Libero Notarangelo (Pd): quegli interrogativi a cui il Comune non risponde

 

CATANZARO – 14 GENNAIO 2021. "Il 2021 si apre, oltre che purtroppo con un vertiginoso aumento del numero dei contagi, con un inquietante scambio di "gentilezze" tra gli azionisti di maggioranza al governo della città di Catanzaro da oltre venti anni: il sindaco Sergio Abramo e l'ex presidente del Consiglio regionale, Domenico Tallini. Catanzaro, quindi, oltre che con la spada di damocle di un possibile accesso della commissione antimafia al Comune, si trova davanti attonita ad una serie di interrogativi sul passato di una gestione su cui emergono interrogativi relativi alla legittimità di nomine di dirigenti, di commissioni di gara, di appalti. Domande che arrivano ad interessare anche la redazione del Bando di gara per la realizzazione del nuovo depuratore, nell'ennesima puntata di una storia infinita che danneggia il territorio e la sua collettività, oggetto di una specifica interrogazione del consigliere comunale Nunzio Belcaro, ricca di spunti da approfondire". E' quanto afferma il consigliere regionale del Pd, Libero Notarangelo.

"In merito al nuovo depuratore, il Comune si trova ancora in una fase preliminare e ben lontana dalla cantierizzazione dell'opera. Quattordici i milioni di fondi pubblici, stanziati nel 2012 – spiega ancora Notarangelo -. Ricordiamo lo stanziamento del Governo che prevedeva la compartecipazione di una cordata di privati che avrebbe dovuto curare la realizzazione di una nuova piattaforma. E oggi siamo di fronte a fondi di fatto indisponibili a causa di una lunga battaglia amministrativa che ha lasciato sul piatto il solo finanziamento pubblico. Ricordiamo che, sempre nella documentazione relativa alla progettazione si fa riferimento al fatto che "Il Comune di Catanzaro non rientra tra quelli in procedura di infrazione comunitaria, pur tuttavia il sistema depurativo e fognario a servizio della Città presenta delle evidenti ed acclarate criticità per il cui superamento è necessario delineare le azioni più efficaci per pervenire all'adeguamento funzionale dell'impianto esistente o procedere con la realizzazione di un impianto ex novo in sede diversa, con eventuale adeguamento/efficientamento del sistema fognario laddove ne sussistesse la copertura finanziaria". Allora partiamo dal presupposto che le difficoltà di reperire risorse finanziarie utili alla realizzazione di un nuovo depuratore non hanno nemmeno consentito un approccio sistematico al problema dell'assetto fognario cittadino ed anche quello che caratterizza le reti di distribuzione dell'acqua potabile: le reti esistenti sono caratterizzate da una vetustà di concepimento, progettazione e realizzazione, ci piacerebbe capire nel dettaglio se nel bando di gara e dei documenti correlati si è tenuto conto o meno del fatto che per risolvere la Procedura di Infrazione numero 2014/2019 occorre collettare all'impianto di depurazione i reflui fognari prodotti da circa un terzo della popolazione. Un'altra domanda che ci poniamo e se nella redazione del Bando di gara e dei documenti correlati si è tenuto conto o meno del fatto che occorre indispensabilmente rilocalizzare l'impianto di depurazione attualmente esistente in località Verghello, così come il Comune di Catanzaro ha già statuito e deciso negli atti di gara precedentemente esposti, atteso che l'espansione urbana dell'agglomerato di Catanzaro Marina da una parte del Fiume Corace e di Roccelletta di Borgia dall'altra, hanno prodotto "l'inurbamento" dell'impianto che oggi si trova circondato da aree antropizzate. Ecco – conclude Notarangelo -, sono domande queste in merito alle quali sarebbe utile per capire, sempre nell'interesse della collettività, ricevere qualche utile chiarimento".

 

 

VIBO/ Costruire il nuovo ospedale resta la priorità. La posizione della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo dopo le dichiarazioni commissario dell’Asp di Vibo Valentia, Maria Pompea Bernardi

VIBO/ Costruire il nuovo ospedale resta la priorità. La posizione della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo dopo le dichiarazioni commissario dell’Asp di Vibo Valentia, Maria Pompea Bernardi
VIBO VALENTIA – "Le dichiarazioni rilasciate nel corso di una conferenza stampa dal neo commissario dell'Asp di Vibo Valentia, Maria Pompea Bernardi, in merito alla costruzione del nuovo ospedale di Vibo Valentia, necessitano a nostro avviso, un correttivo in ordine alle priorità. Per quanto sia vero che bisogna intervenire sullo "Jazzolino", fintanto che non venga definitivamente costruito il nuovo ospedale del capoluogo, quest'ultimo resta comunque di primaria importanza e rimane la priorità di cui occuparsi".
E' quanto affermano il segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, Enzo Scalese, il segretario della Fp Cgil Franco Grillo e Gianni Dattilo della Spi Cgil.
"Ci rendiamo conto che i ritardi e le vicissitudini registrate non fanno altro che alimentare una crescente sfiducia e svilire maggiormente l'impegno e la speranza di quanti considerano il nuovo ospedale di Vibo Valentia come un diritto legittimo che risponde ai bisogni della salute dei cittadini vibonesi – proseguono Scalese, Grillo e Dattilo - ma la realizzazione di quest'opera, a nostro avviso, è e resta fondamentale, oggi più che mai, per fronteggiare l'emergenza socio-sanitaria esistente e favorire anche nel territorio vibonese la garanzia di accesso in tempi certi ai servizi e prestazioni di qualità stabiliti nei Lea e favorire l'integrazione dell'attività ospedaliera con l'attività territoriale. Tutto ciò rientra nella più generale rivendicazione del nostro sindacato per il diritto alla sanità pubblica ed universale anche territorio vibonese".
"La sfida che abbiamo lanciato sta proprio in questo: ognuno secondo il proprio ruolo e le proprie responsabilità, deve agire per difendere i diritti non negoziabili dei cittadini – conclude la nota della Cgil Area Vasta -. Dal nuovo commissario dell'Asp, dunque, ci attendiamo che dia risposte più consistenti sia sul piano delle azioni messe in campo per superare tutte le difficoltà che oggi si segnalano come i servizi territoriali e l'integrazione socio-sanitaria, la prevenzione, la rete ospedaliera e la questione della mobilità passiva e degli organici insufficienti e soprattutto le azioni anti-covid, sia che si impegni, per quanto sia di sua responsabilità, affinché il nuovo ospedale di Vibo Valentia sia completato in tempi certi e soprattutto brevi. Lo abbiamo detto e continueremo a ripeterlo: tutti i soggetti interessati hanno assunto precisi impegni che dovranno essere rispettati, negli esclusivi interessi generali della nostra collettività".